Quelle stesse intercettazioni che sono servite per condannare numerosi altri componenti delle bande di spaccaossa, che fratturavano braccia e gambe con mattoni e pesi da palestra per inscenare finti incidenti stradali, non sono state ritenute invece utilizzabili per altri 25 imputati che ora il giudice della quinta sezione monocratica del tribunale, Marina Minasola, ha deciso di assolvere.
Tutte le persone alla sbarra erano state coinvolte nel primo filone di indagine contro gli spaccaossa, “Tantalo”, con cui nel 2018 aveva consentito di far emergere i terribili metodi utilizzati a danno di persone in difficoltà per truffare le compagnie assicurative. Un business da milioni di euro. Le posizioni degli imputati erano state però stralciate e per loro il processo è iniziato soltanto nel 2023 e le accuse sarebbero infatti andate comunque prescritte.













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