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Il nucleo speciale polizia valutaria della Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 13 persone.Per 8 è stato deciso il carcere, per 5 i domiciliari.

Il provvedimento riguarda le “famiglie” mafiose dell’Acquasanta e dell’Arenella, che fanno parte del mandamento di Resuttana. L’indagine è stata condotta con accertamenti finanziari e patrimoniali, intercettazioni telefoniche e ambientali, dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
C’è anche il boss Raffaele Galatolo, 75 anni, capomafia dell’Acquasanta tra i 13 arrestati. Approfittando di permessi premio e semilibertà Galatolo continuava a dirigere il clan e fare affari. Condannato all’ergastolo, aveva ottenuto la possibilità di uscire dal carcere e lavorare in un’associazione di volontariato. In manette anche un altro storico capomafia palermitano, Stefano Fidanzati.   Gli indagati sono in totale 45 e sono accusati di associazione mafiosa, favoreggiamento personale, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, reimpiego, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo di attività di scommesse.

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