Passi indietro sul fronte della raccolta differenziata e la zavorra resta sempre Palermo ferma al 17,3%, come documentato anche dall’ultimo rapporto Ispra ananlizzato da Dossier su dati definitivi relativi al 2024. E’ quanto viene fuori da Comuni Ricicloni Sicilia 2025, l’iniziativa presentata oggi ai Cantieri culturali alla Zisa, nello Spazio Mediterraneo, nell’ambito della settima edizione di Sicilia Munnizza Free, la campagna di Legambiente per liberare la Sicilia dai rifiuti e avviarla verso l’economia circolare.
Nell’Isola, il 44% della produzione totale dei rifiuti è destinato alle discariche, con costi di conferimento che purtroppo sono altissimi e si riflettono poi inevitabilmente sulle tariffe applicate all’utenza: in Sicilia lo smaltimento in discarica costa circa 380 euro a tonnellata, contro i 90-120 del Piemonte o i circa 150 della Toscana. E la situazione peggiora quando si fa ricorso all’esportazione fuori regione, con il costo che può arrivare anche a 450 euro. Va da sé che, in un contesto simile, i Comuni che producono meno rifiuti indifferenziati e che per conseguenza fanno meno ricorso alle discariche, sono quelli che riescono a contenere sia i costi che la tariffa a carico dei cittadini.











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