Quattro persone sono state raggiunte da una misura cautelare eseguita dalla Polizia di Stato di Catania e dalla Polizia penitenziaria di Palermo nell’ambito di un’inchiesta sul furto di una pistola mitragliatrice M12 dall’istituto penitenziario di Catania Bicocca, avvenuto nel luglio 2024.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di peculato, detenzione e porto abusivo di armi da guerra e comuni e detenzione di sostanze stupefacenti. Tra loro figura un’agente della Polizia penitenziaria che, secondo gli investigatori, dopo il furto avrebbe cercato di depistare le indagini fingendo di collaborare al recupero dell’arma e indicando una donna con precedenti penali come possibile intermediaria.
Le successive indagini hanno invece fatto emergere i rapporti tra l’agente e la donna, indagata anche per episodi di spaccio. Il mitra è stato recuperato nell’abitazione del figlio della presunta pusher. Determinanti, infine, anche le analisi dei profili social, sui quali sono state trovate fotografie della donna e di alcuni familiari mentre impugnavano l’arma rubata.









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