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La rescissione del contratto con l’Industria Italiana Autobus, oggi Menarini, per il tribunale civile di Palermo fu illegittima e adesso il Comune si trova con un’altra bella gatta da pelare. Oltre a non aver ricevuto i 60 autobus (22 a gasolio e 38 a metano) che, per circa 14 milioni, avrebbero dovuto far parte della flotta dell’Amat già dalla fine del 2022 e ad aver dovuto restituire alla Regione 2,5 milioni di euro avuti come anticipo del finanziamento Po Fesr Sicilia 2014-2020, l’Amministrazione dovrà adesso gestire il contenzioso con la società alla quale aveva ordinato le vetture.

Un rompicapo burocratico e legale, raccontato sin dalle prime battute da PalermoToday, che adesso si è complicato ulteriormente come si evince dalla determina dirigenziale dell’ufficio Pianificazione e mobilità sostenibile del Comune che porta la data di ieri (23 febbraio 2025). L’atto che ricostruisce tutto l’iter fa riferimento al giudizio conclusosi con la sentenza dello scorso 26 gennaio con la quale il tribunale ha dichiarato l’illegittimità della risoluzione, disposta dal Comune nel luglio 2023, ritenendo che “gli elementi di prova addotti dall’attrice (l’Industria Italiana Autobus, ndr) denotano chiaramente la sopravvenienza in corso di rapporto di un ostacolo transitorio idoneo a esentare il debitore da responsabilità da ritardo dovuto a significative difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime”. Per i giudici tutto ciò “per un verso giustifica la condotta della società, per altro vale a connotare il comportamento dell’ente come contrario a buona fede e correttezza nell’ambito del rapporto contrattuale”.

 

admin

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