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Due milioni e 100 mila lire, cioè poco più di 1.100 euro. A tanto ammonterebbero le tasse che, secondo l’Agenzia delle Entrate, non sarebbero state corrisposte da una società immobiliare palermitana in relazione alla vendita di un terreno avvenuta addirittura nel 1994. Tre gradi di giudizio – e ben 32 anni – non sono ancora bastati per venire a capo della questione. È una storia quasi assurda se si pensa all’irrisorietà della somma che lo Stato sta cercando di recuperare a fronte dei costi e del tempo impiegati. Una storia che purtroppo non è un caso isolato.

Come documentato da Palermo today, tutto inizia quando la società  si vede recapitare un avviso di accertamento in relazione a due tasse, l’Irpeg e l’Ilor (tributi che non esistono più da anni) per i ricavi della vendita di un terreno.

La società immobiliare fa ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Palermo, che lo accoglie spiegando che “l’acquisto del terreno è stato inserito nello stato patrimoniale alla voce ‘rimanenze finali’ e pertanto fu considerato un elemento patrimoniale senza avere alcuna influenza sul reddito della società.”

Una decisione che viene impugnata dall’Agenzia davanti alla Commissione tributaria regionale, che dà nuovamente ragione alla società.

L’Agenzia non si dà per vinta e ricorre in Cassazione, dove, secondo la Cassazione, la sentenza emessa dalla Ctr nel 2015 (e già erano passati 20 anni dai fatti).

La sentenza quindi è totalmente nulla a parere della Cassazione perché “la Ctr si è limitata in motivazione a sintetizzare le doglianze dell’Agenzia, affermandone l’infondatezza, ma non ne ha esplicitato le parti essenziali, né ha sviluppato il ragionamento critico volto a giustificare l’adesione alle ragioni addotte a sostegno della sentenza di primo grado e il rigetto delle opposte argomentazioni espresse dall’Agenzia in fatto e in diritto, esprimendosi con terminologia criptica, di difficile comprensione, del tutto prima dei richiami normativi e/o giurisprudenziali”. Sarà dunque necessario rivagliare la questione con un quarto grado di giudizio. Che non è detto sia l’ultimo.

admin

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