0

“Signora, ci sono dei movimenti sospetti nel suo conto corrente. La invitiamo a fare dei bonifici di ‘sicurezza’ per salvaguardare il suo patrimonio”.

Iniziavano più o meno così le telefonate con cui tre uomini, residenti a Villabate, Torino e Pozzuoli, avrebbero messo a segno una serie di truffe riuscendo in un caso a raggirare una donna, residente nelle Madonie, e spillargli circa 24 mila euro.

Come riportato da Palermo today, gli indagati, dopo un esposto presentato dalla vittima e la successiva attività investigativa, sono stati denunciati dai carabinieri per il reato di truffa. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Castellana Sicula, sotto il coordinamento della Compagnia di Petralia, del Gruppo di Monreale e della procura di Termini, i tre avrebbero ideato un sistema ben organizzato, con basi operative dislocate in tutto il territorio nazionale, per raggirare le ignare vittime. Tutto iniziava con un sms di allarme e la chiamata di un sedicente operatorio bancario che, con tono rassicurante ma pressante, informava la vittima di un attacco informatico sul conto corrente in cui aveva deposito i suoi risparmi.

Dopo aver convinto la donna, uno dei truffatori le avrebbe chiesto di effettuare diversi bonifici su alcuni conti dove trasferire il denaro che, successivamente, venivano “girati” su altri rapporti bancari riconducibili agli indagati. Per ricostruire il meccanismo adottato dalla rete criminale, i militari dell’Arma hanno effettuato una serie di perquisizioni personali e domiciliari sequestrando alcune carte di credito e tutta la documentazione da cui si potessero evincere i movimenti fraudolenti.
Sempre più spesso, per raggiri di questo genere, i truffatori cercano di mettere in uno stato di ansia le vittime parlando di conti bloccati, facendo telefonate che impongono decisioni immediate, chiedendo di comunicare eventuali codici Otp o di effettuare bonifici verso conti “sicuri”. Tutti elementi che, secondo i carabinieri, dovrebbero subito far scattare un campanello d’allarme. “Nessun operatore bancario o appartenente alle forze dell’ordine chiede per telefono credenziali riservate o trasferimenti di denaro”, aggiungono dal Comando.
La tecnica dei truffatori è spesso quella di trattenere la vittima al telefono per impedirle di chiedere aiuto o confrontarsi con familiari. È fondamentale interrompere subito la comunicazione e, se necessario, utilizzare un altro telefono per contattare il 112 o una persona di fiducia. Spezzare il contatto significa sottrarsi alla pressione e interrompere il raggiro. Prevenzione, informazione e collaborazione restano gli strumenti più efficaci per contrastare un fenomeno che, pur evolvendosi nelle modalità operative, può essere arginato con attenzione e consapevolezza collettiva.

 

admin

La Sicilia non investe soldi sui disabili. Restituiti allo Stato 5 milioni di euro.

Previous article

Anziano sventa una truffa grazie al figlio e alla nipote

Next article

You may also like

Comments

Comments are closed.

More in Cronaca