Oggi come allora si è svolto il corteo ha percorso la Strada dei Valloni: la via di fuga dei killer durante la seconda guerra di mafia. Alla manifestazione, promossa dal Centro studi Pio La Torre, anche quest’anno hanno aderito scuole di ogni grado, parrocchie, sindaci e Consigli comunali, l’arcivescovo di Palermo, il presidente della commissione regionale Antimafia, organizzazioni sindacali e associazioni, ma soprattutto tanti giovani.
Una nuova generazione che ha ricevuto in eredità l’insegnamento di chi ha lottato contro la mafia (all’epoca stragista), la droga e ogni forma di guerra. In questi 43 anni quella lunga scia di sangue e morte è stata archiviata; ma la marcia antimafia e antidroga resta ancora attuale per i giovani. Oggi la mafia ha cambiato pelle: spara sempre di meno ma corrompe di più, infiltrandosi nella pubblica amministrazione, nella politica e nei circuiti legali dell’economia e della finanza, forte degli ingenti capitali a disposizione.










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