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Ordinazioni fatte comodamente da casa, soprattutto attraverso Telegram, e persino la possibilità di scegliere le modalità di consegna e di camuffamento in piccoli elettrodomestici piuttosto che tra polveri aromatiche: è la nuova frontiera dello smercio di droga che ha portato la guardia di finanza a smantellare una delle reti di traffico internazionale di stupefacenti, composta anche da insospettabili, ad arrestare 11 persone e a sequestrare – in appena sei mesi – 131 chili di hashish. 14 chili di marijuana e una più piccola quantità di Wax (resina di marijuana), tra Palermo, Trapani e Catania. Droga il cui valore è stimato in oltre un milione e mezzo di euro. Non si esclude – visto il giro d’affari – che dietro possa esserci anche Cosa nostra.

L’inchiesta – che coinvolge anche persone che, accanto allo smercio di droga, avrebbero svolto normali attività lavorativa – del Gruppo Palermo, coordinata dalla Procura, è partita dai normali controlli antidroga con le unità cinofile eseguiti dai finanzieri all’aeroporto di Punta Raisi, in particolare sui pacchi in transito, e poi dalle verifiche su canali social, soprattutto Telegram. Le informazioni sono state incrociate, con la collaborazione anche dei militari della tenenza di Carini, individuando alcune strane coincidenze.

 

 

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