Nel corso del 2025 l’andamento della criminalità in Sicilia registra un generale ridimensionamento dei reati denunciati, in linea con un trend di flessione che interessa otto province dell’isola su nove. I volumi complessivi delle denunce rimangono così al di sotto dei dati rilevati prima della pandemia.
I dati emersi dall’analisi dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore – basato sulle statistiche ufficiali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno – evidenziano diminuzioni particolarmente marcate nelle grandi aree urbane, come Catania e Palermo, che vedono un calo sensibile dei reati rispetto all’anno precedente. Tra i territori con l’incidenza più bassa si distingue la provincia di Enna, collocata nella parte finale della classifica nazionale grazie a una riduzione percentuale a due cifre delle denunce. In controcorrente risulta soltanto la provincia di Siracusa, che registra invece un incremento nel bilancio annuale.
Il quadro regionale rispecchia l’andamento osservato a livello nazionale, dove i delitti denunciati sono tornati a scendere dopo un quadriennio di crescita. A spingere al ribasso la curva sono soprattutto i reati contro il patrimonio, in particolare i furti, che tornano al di sotto della quota di un milione a livello nazionale. A fronte di questo calo si rileva tuttavia un aumento dei reati informatici e delle truffe, oltre a una crescita nei dati che riguardano i procedimenti a carico di minorenni.










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