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Quando, vent’anni dopo l’acquisto di otto buoni fruttiferi postali dal valore di oltre 5 mila euro ciascuno, aveva chiesto il rimborso e gli interessi, la risposta era stata netta: è passato troppo tempo ed è scattata la prescrizione. Una tesi, quella sostenuta da Poste, che però è stata smontata in tribunale, dove invece la risparmiatrice, che in mano aveva dei buoni cartacei sui quali neppure era indicata la data di scadenza – rendendo quindi impossibile il calcolo dei tempi di prescrizione – ha avuto ragione: ha diritto al rimborso dei titoli con tutti gli interessi.

La sentenza è stata emessa dal giudice della terza sezione monocratica del tribunale civile, Elisabetta La Franca, che ha integralmente accolto la richiesta della donna, assistita dall’avvocato Roberta Rizzuto, rimarcando in particolare come Poste non abbia adempiuto allo “specifico obbligo” di informare correttamente ed in maniera trasparente la signora.

Assieme al buono, al momento dell’investimento, deve essere poi consegnato un “Foglio informativo analitico” e questo è un “obbligo specifico” di Poste, che deve “comportarsi secondo correttezza e buonafede”. Non è stata dimostrata la consegna di questo foglio illustrativo e dunque per il giudice “la ricorrente non è stata messa nelle condizioni di esercitare tempestivamente il diritto al rimborso”. Così Poste è stata condannata a provvedere.

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